L’ISOLA PROIBITA

Bronzo dorato, lapislazzuli
36 × 36 × 50 cm
2009/2010
Ognuno di noi ha e vive la sua isola proibita. Ora, la conoscenza intima di questo luogo, bagnato dalle acque ma connaturato nel materiale roccioso crea conflitto su scala sociale: l’ascesa prevede la caduta, e i suoi gradini, è risaputo, ma anche (e per questo) osteggiato come retorico, restano incagliati nell’animo e nel corpo, non appena la materia organica coglie, per così dire, l’attimo genetico e muta in quella inorganica e innaturale della fabbrica umana, facendo un appello alla società odierna. Ecco che l’isola diviene una tappa importante nella formazione individuale, e al contempo, luogo in cui l’uomo perde sé stesso... Dove i mostri son fatti di carne, ma dove io stessa li ho mutati in metallo il meccanismo avanza in quella materia rossa e pulsante... taglia e ferisce. Il cuore batte forte nelle anime più sensibili: ora l’uomo è nudo, il suo apogeo è fittizio. I mostri metallici avanzano e fanno carneficina: la vergine è pronta per l’immolazione. Nessuno potrà salvarla perché tutti sanno che quella è la sua isola proibita: luogo in cui lei stessa è rinchiusa e dove vive come in una scatola che ha perso la chiave, protetta dai suoi stessi mostri dal cuore di metallo.



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