LA CARITÀ FONTE DI VITA

Bronzo brunito, bronzo dorato, marmo e alabastro
60 × 60 × 72 cm
2013/2014
Le Cariatidi si vestono con l’opulenza delle loro forme, gli angeli si adornano con le loro ali numericamente qualificanti... chi arriva da lontano cerca di strappare loro almeno una piuma e le sue ossa sporgono come vestiti troppo grandi per lui... Tenta affinché almeno i suoi pargoli abbiano un vestito giusto per loro, che non riesca a ricoprirli di nudità, un vestito che non li riveli parimenti a quelle tante nudità di nulla vestite, ma un vestito che non faccia vergognare quando siamo noi ad essere vestiti... Madri e padri protraggono le loro forze affinché i loro pargoli raggiungano un posto circolare, un vestitino a trapezio, qualcosa che quadri... E poi una pinna, leggera leggera, strappata all’ala di un angelo che ancora piagnucola, e mentre il bimbo rivela le sue nudità, ridacchiando di quell’angelo spocchioso, questi è fiero di annunciare tutta una sovrastruttura popolata da cariatidi, angeli trombettieri, e persino le sirene... a rappresentanza dell’elemento acquatico: l’acqua è importante, fondamentale. Così importante che se viene a mancare è una vergogna da nascondere sotto le scaglie lucenti, e i lunghi capelli biondi, a lungo accarezzati, di una ragazza del Vecchio Continente... Ed ecco che si erge, quasi nascosta da questo sottobosco della composta bagarre, la Fonte di Vita... Da lontano, ossa sporgenti che lasciano intuire il dolore e la fatica... Ciò che a tutto questo metterà fine. Gli idealisti si facciano avanti e dicano la loro, i cinici facciano lo stesso. È consentito.



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